Fin che Stories non ci separi

Non sono uno che ama la brevità e nemmeno l’eccessiva lunghezza. Credo che saper usare la quantità di parole giuste per spiegarsi in maniera appropriata sia un’arte e, in un certo senso, una forma di rispetto nei confronti degli interlocutori. Quando poi si parla di scienza, la scelta dell’eccessiva brevità come paradigma comunicativo dei nuovi media, non può che risultare dannosa alla corretta rappresentazione della ricerca verso persone che hanno bisogno di tempo e di dettagli per capire ciò che a noi è molto palese per motivi di frequentazione quotidiana. Magari una delle prossime volte possiamo sviscerare questo argomento, ma al momento mi preme una questione a cui sto pensando da un po’ di tempo. Continua a leggere Fin che Stories non ci separi