La Robapazza che strumpallazza

I social network sono una brutta bestia, una di quelle con un corpo soltanto ma più teste, che agiscono secondo i propri desideri, assecondando le proprie aspirazioni, nel tentativo di ottenere ciò che ogni testa ha identificato come il proprio obiettivo.

Diverse volte mi sono ritrovato a leggere accuse di strumentalizzazione della comunicazione a scopo di visibilità e/o di marketing. Sono accuse che non mi riguardano direttamente, dal momento che non utilizzo i social a scopo commerciale, per vendere (direttamente o indirettamente) prodotti, ma che comunque mi infastidiscono molto. Continua a leggere La Robapazza che strumpallazza

Fenomenologia degli influencer e il culto dei cargo

Leggendo un post di Persio, un giorno finisco per scoprire che sull’isola di Tanna esistono gli adoratori di Filippo di Edimburgo. Essi lo ritengono il figlio bianco di uno spirito delle montagne, giunto sulla terra per realizzare alcune delle loro leggende storiche. Vi risparmio il mio punto di vista sul principe Filippo e non mi addentro in considerazioni antroposofiche su questo culto, perché, prima di potermi esprimere, credo che dovrei spendere almeno una vita intera a studiare un fenomeno tanto curioso. Però, cercando un po’ di informazioni a riguardo, scopro che questa religione fa parte dei culti millenaristi e appartiene specificamente al gruppo dei culti del cargo. Continua a leggere Fenomenologia degli influencer e il culto dei cargo

L’insostenibile pesantezza dell’apparire

Spornosexual è un neologismo, coniato nel 2014, dall’unione di sport star con porn star e indica l’abitudine degli uomini di frequentare la palestra principalmente per questioni estetiche, piuttosto che per questioni legate alla salute e al benessere fisico.

Dal 2008 il numero di giovani uomini che hanno deciso di pubblicare fotografie del proprio corpo palestrato e che hanno cercato di fare di queste immagini un brand è cresciuto in maniera significativa. Jamie Hakim si è chiesto quali possano essere i motivi che hanno portato un numero tanto consistente di uomini a spendere la gran parte del proprio tempo libero a scopo puramente estetico, per poi farne mostra attraverso i nuovi media. Continua a leggere L’insostenibile pesantezza dell’apparire

Piccole riflessioni sull’etica della comunicazione attraverso i nuovi media

Premesso che ognuno ha il diritto di comunicare nei modi e coi mezzi che preferisce e che ritiene più opportuni, dobbiamo ricordare che ogni scelta comunicativa ha conseguenze sia su chi genera e diffonde il messaggio che sui destinatari dello stesso.

Esistono diversi livelli di comunicazione, le cui modalità si adeguano allo scopo da raggiungere. Un uso etico degli strumenti comunicativi prevede che si abbia rispetto del pubblico, che non si omettano volontariamente informazioni che potrebbero generare fraintendimento del messaggio e che si sia coscienti delle conseguenze che gli atti comunicativi portano con sé. Continua a leggere Piccole riflessioni sull’etica della comunicazione attraverso i nuovi media