L’insostenibile pesantezza dell’apparire

Spornosexual è un neologismo, coniato nel 2014, dall’unione di sport star con porn star e indica l’abitudine degli uomini di frequentare la palestra principalmente per questioni estetiche, piuttosto che per questioni legate alla salute e al benessere fisico.

Dal 2008 il numero di giovani uomini che hanno deciso di pubblicare fotografie del proprio corpo palestrato e che hanno cercato di fare di queste immagini un brand è cresciuto in maniera significativa. Jamie Hakim si è chiesto quali possano essere i motivi che hanno portato un numero tanto consistente di uomini a spendere la gran parte del proprio tempo libero a scopo puramente estetico, per poi farne mostra attraverso i nuovi media. Continua a leggere L’insostenibile pesantezza dell’apparire

Piccole riflessioni sull’etica della comunicazione attraverso i nuovi media

Premesso che ognuno ha il diritto di comunicare nei modi e coi mezzi che preferisce e che ritiene più opportuni, dobbiamo ricordare che ogni scelta comunicativa ha conseguenze sia su chi genera e diffonde il messaggio che sui destinatari dello stesso.

Esistono diversi livelli di comunicazione, le cui modalità si adeguano allo scopo da raggiungere. Un uso etico degli strumenti comunicativi prevede che si abbia rispetto del pubblico, che non si omettano volontariamente informazioni che potrebbero generare fraintendimento del messaggio e che si sia coscienti delle conseguenze che gli atti comunicativi portano con sé. Continua a leggere Piccole riflessioni sull’etica della comunicazione attraverso i nuovi media

La mela marcia rovina l’intero barile?

Dan Ariely è un esperto di psicologia e di economia comportamentale, che ha dedicato parecchio tempo a studiare gli aspetti etici della comunicazione e la tendenza umana a mentire.

In diversi esperimenti ha adottato il seguente paradigma: invitava un certo numero di soggetti a sostenere un test, composto da numerose domande piuttosto complesse. Inoltre dava una quantità di tempo insufficiente a risolvere tutti i quesiti. Al termine del tempo, veniva fatta una correzione pubblica del questionario e veniva chiesto ai partecipanti di ricordare il numero di risposte esatte che avevano dato. I partecipanti si recavano poi, uno ad uno, verso un tritadocumenti, nel quale inserivano il proprio test, senza che il numero di risposte esatte venisse fisicamente controllato da nessuno. Subito dopo erano invitati a recarsi alla reception e dichiaravano il numero di domande a cui avevano risposto esattamente, ricevendo una certa quantità di soldi per ogni risposta giusta. Nessuno era a conoscenza del fatto che il tritadocumenti fosse stato modificato, in modo da tagliare soltanto i bordi dei test e lasciare la parte essenziale integra. Continua a leggere La mela marcia rovina l’intero barile?