Due parole sulla comunicazione dei risultati della ricerca

In questi ultimi due anni mi hanno invitato a parlare di comunicazione attraverso i nuovi media, con particolare attenzione alla disseminazione dei risultati della ricerca scientifica, in molti atenei e istituzioni del Paese e anche all’estero.
L’assetto comunicativo della ricerca italiana e di quella europea sta cambiando. In Europa i grandi progetti Horizon 2020 prevedono dei piani di comunicazione molto sostanziosi per sensibilizzare i cittadini ai temi considerati rilevanti dalla EU.
In Italia, la fortissima riduzione e discontinuità dei finanziamenti della ricerca di base ha dato un ruolo di rilievo nel commissionare e finanziare ricerca alle organizzazioni non governative (ONG), come ad esempio le fondazioni. Queste organizzazioni chiedono giustamente la presentazione, accanto ai progetti di ricerca, di piani di disseminazione solidi ed efficaci, che seguano la via della ricerca e dell’innovazione responsabili (RRI) e rafforzino contemporanemente anche il brand dei finanziatori.
Ho incontrato tanti, anzi tantissimi ricercatori che al momento della preparazione del piano di comunicazione si sono sentiti inadeguati. Ho spiegato loro quali siano gli strumenti che possono essere utili e in quale ottica dovrebbero essere utilizzati, ma soprattutto ho cercato di convincerli che non esiste un piano di comunicazione buono per tutti i ricercatori e per tutti i progetti di ricerca. Ogni azione deve in prima istanza essere volta all’identificazione dell’audience verso la quale è diretta l’informazione e deve essere costruita per raggiungere il target nel modo più efficace possibile.
Quella della comunicazione scientifica disintermediata è una strada che dobbiamo percorrere in Italia e soprattutto in Europa, anche alla luce delle indicazioni contenute nella Carta Europea dei Ricercatori.
Questo è un argomento estremamente stimolante, che mi piacerebbe continuare a discutere coi colleghi che fanno ricerca e che, presto o tardi, si troveranno a dover gestire in prima persona.
La prima sezione davanti alla quale potrebbero trovarsi è Previous experiences e credo non valga la pena di farsi trovare impreparati.

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